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Infissi ancora agevolati nella proroga del 55%  

Le rate si allungano ma il danno economico è contenuto. E il 55% sopravvive ancora un anno, con soddisfazione dei contribuenti e delle numerose aziende del settore. Certo, la rateazione passa dai cinque ai dieci anni, ma questo vuol dire una perdita ragionevole, se consideriamo un'inflazione stabile e bassa come quella degli ultimi anni.

La proroga, comunque, attualmente prevista in un emendamento al comma 47 dell'articolo 1 del Ddl finanziaria 2011, chiama in causa l'articolo 1, commi da 244 a 347, della legge 296/2006. La norma, cioè, che aveva istituito la detrazione. Inoltre, si applicano l'articolo 1, comma 24 del legge 244/2007 e dell'articolo 29, comma 6 del Dl 185/2008.

La prima norma è quella che ha stabilito che per la sostituzione degli infissi non è necessario avere la certificazione energetica dell'edificio, qualora introdotta dalla regione o dall'ente locale, oppure, negli altri casi, un «attestato di qualificazione energetica»: proprio questa agevolazione è stata all'origine del boom di questa tipologia di interventi, che rappresentano il 48% del totale secondo i dati dello Sviluppo economico, a fronte però di un risparmio di 2,6 MWh. Proprio questo intervento, che all'erario costa molto ma rende meno di altri (in termini di risparmio energetico), rischiava di cadere sotto la mannaia degli interventi "selettivi" di cui si parlava nei giorni scorsi. La scelta, invece, è stata non solo di una proroga generalizzata ma anche di richiamare esplicitamente la norma semplificativa proprio per quel tipo di interventi, una delle ragioni del successo.

La seconda norma richiamata, invece, consiste nell'obbligo di inviare all'agenzia delle Entrate una speciale comunicazione.
Tempi, modalità e limiti della detrazione sono quindi rinnovati senza modifiche (almeno in questa versione del l'emendamento). Queste le tipologie di intervento (per la documentazione si rinvia alla scheda qui sotto):